I’ te vurria vasà! La tristezza di un amore irraggiungibile

 

Vincenzo Russo – Eduardo Di Capua – 1900 

 

Copertina I' te vurria vasà

 

Dai versi di I’ te vurria vasà emerge il tormento di un amore impossibile. Quello tra il poeta Vincenzo Russo ed Enrichetta Marchese, figlia di un gioielliere. A dividerli c’era un abisso sociale.

Vincenzo Russo veniva da una famiglia poverissima e dopo la morte prematura del padre, da primogenito dovette provvedere, insieme alla madre, al sostegno dei cinque fratelli.

Fino a quel momento aveva aiutato il padre ciabattino nella sua bottega ma non aveva il mestiere necessario a portare avanti da solo l’attività. Trovò lavoro come guantaio nella bottega dei fratelli Partito e dovette dire addio ai suoi sogni letterari. Ma non del tutto.

Infatti non si arrese all’ignoranza. Con grande determinazione riuscì a studiare seguendo i corsi serali. E proprio durante questi corsi ebbe modo di scoprire la sua innata predisposizione per la poesia.

 

Amore segreto e sguardi furtivi

 

Quello di Vincenzo per Enrichetta era nella sostanza un amore segreto perché, nonostante ne fosse innamorato da sempre non glielo manifestò mai apertamente. Però non per le differenti condizioni sociali come si potrebbe immaginare.

Infatti, per quanto i genitori della ragazza osteggiassero quel rapporto prima ancora che si concretizzasse, Enrichetta ricambiava i sentimenti del giovanotto e non mancava mai di lanciargli delle occhiate furtive quando passava in calasse davanti alla bottega dove Vincenzo era al lavoro.

La causa vera che spinse Russo a non dichiarare il suo amore a Enrichetta furono le sue condizioni di salute.

Egli conosceva la gravità della sua malattia polmonare e sapeva che molto presto lo avrebbe condotto alla morte. E non si sbagliava, morì ad appena 28 anni.

La canzone come spesso succede ai capolavori non fu apprezzata al suo esordio. Anzi, partecipando al concorso canoro “La tavola rotonda” ottenne un modesto secondo posto ex aequo con altre tre canzoni.

 

Eduardo Di Capua musica I’ te vurria vasà

 

I’ te vurria vasà, come tutte quelle scritte da Russo dopo il 1897, data del suo incontro con Eduardo Di Capua, furono musicate dal maestro che cambiò la sua vita e la sua carriera. L’incontro tra i due avvenne nella bottega dove Vincenzo lavorava come guantaio.

Però l’interesse iniziale di Eduardo Di Capua per Vincenzo non era artistico. Il musicista era un giocatore accanito e seguendo delle dicerie popolari era convinto che il poeta desse i numeri vincenti da giocare al lotto.

Qualcuno sostiene che sia una delle tante maldicenze messe in giro dai detrattori del poeta ma di sicuro erano infondate altrimenti, con una facoltà del genere, Russo non sarebbe vissuto e morto in miseria.

Eduardo Di Capua sotto il profilo finanziario non stava messo meglio, viveva anch’egli in serie ristrettezze nonostante fosse un affermato musicista.

Infatti stiamo parlando dell’autore, insieme a Giovanni Capurro, di quella che probabilmente è la canzone napoletana più famosa nel mondo: ’O Sole mio.

Ma la causa delle sue miserie era ben diversa da quella di Vincenzo Russo: si giocava tutto quello che era capace di guadagnare.

Comunque, il sodalizio pur non procurando loro benessere economico gli ha donato una meritata fama mondiale per i capolavori che riuscirono a creare.

I’ te vurria vasà è una delle più belle canzoni del patrimonio musicale napoletano. Ma non sono certo canzonette Maria Marì e Torna maggio.  

 

 

Testo,  traduzione e video

Eh! Che bell’aria fresca,
ch’addore ‘e malva rosa,
e tu durmenno staje
‘ncopp’a sti ffronne ‘e rosa!

‘O sole, a poco a poco,
dint’ ‘o ciardino scenne,
e ‘o viento passa e vasa
stu ricciulillo ‘nfronte!

I’ te vurría vasá.
I’ te vurría vasá
ma ‘o core nun mm”o ddice
‘e te scetá,
‘e te scetá!

I’ mme vurría addurmí.
I’ mme vurría addurmí
vicino ô sciato tujo,
n’ora pur’i’,
n’ora pur’i’!

I’ te vurría vasá.
I’ te vurría vasá.

I’ mme vurría addurmí.
I’ mme vurría addurmí
vicino ô sciato tujo,
n’ora pur’i’,
n’ora pur’i’!

 

Traduzione in italiano

Io vorrei baciarti

Ah! Che bell’aria fresca,
che odore di malva rosa,
e tu dormendo stai
sopra queste foglie di rosa!

Il sole, a poco a poco,
dentro il giardino scende,
e il vento passa e bacia
questo ricciolo sulla fronte!

Io vorrei baciarti.
Io vorrei baciarti
ma il cuore non mi dice
di svegliarti,
di svegliarti!

Io vorrei addormentarmi.
Io vorrei addormentarmi
vicino al fiato tuo,
un’ora anch’ io,
un’ora anch’ io!

Io vorrei baciarti.
Io vorrei baciarti.

Io vorrei addormentarmi.
Io vorrei addormentarmi
vicino al fiato tuo,
un’ora anch’ io,
un’ora anch’ io!

 

Video:

Gigi Finizio canta live Io te vurria vasà

 

Video I' te vurria vasà