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I migliori 10 tra i più famosi bar di Napoli

Napoli è l’Olimpo della “tazzulella ’e cafè” e il bar è il tempio entro il quale si realizza il rito della sua creazione. L’espressione più alta di questa creazione è affidata ai sacerdoti più sapienti. Cioè a quei baristi che con la loro arte riescono a trasformare in nettare una semplice miscela tostata.

Il caffè a Napoli non è una comune bevanda calda. La sua funzione non è limitata al mero momento di ristoro ma può assumere un incentivo ai rapporti umani.

Infatti spesso rappresenta un’occasione d’incontro, la nascita o il rafforzamento di un’amicizia, il piacere di passare del tempo insieme e anche l’opportunità di concludere un affare.

I bar napoletani sono allora dei luoghi di degustazione con potenziale rilievo sociale. Hanno perso la peculiarità che avevano le caffetterie nell’Ottocento e nei primi decenni del Novecento.

Non sono più dei salotti dove gli avventori, molti dei quali artisti e intellettuali, si riunivano per discutere di argomenti d’attualità, ma anche di arte, letteratura, politica e, persino, organizzare sommosse e rivoluzioni.

Anche oggi gran parte dei bar ha dei tavolini per il servizio ai clienti, qualcuno anche la sala tè. Ma si rimane comunque nell’ambito del “mordi e fuggi”.

La consumazione al banco è la più diffusa. In linea con i nostri tempi dove la fretta è una componente essenziale anche nella vita di coloro che non hanno niente da fare.

 

Il caffè è una salutare pausa antistress

 

Fretta che comunque non deve defraudare il nostro diritto ad un caffè degno della tradizione napoletana. Ma come deve essere questo tanto celebrato caffè?

Il classico espresso napoletano è solo uno e deve essere: nero, caldo e in tazza bollente. Secondo la vecchia scuola di pensiero doveva essere servito già zuccherato.

Canoni dogmatici noti persino ad un russo come il filosofo Bakunin secondo il quale: “Il caffè, per esser buono, deve essere nero come la notte, dolce come l’amore e caldo come l’inferno.”

Al contrario qualche “blasfemo” napoletano aspetta “che si raffreddi” prima di berlo. Sarebbe stato compianto da Orson Wells che riteneva “tre cose intollerabili nella vita: il caffè freddo, lo champagne tiepido e le donne troppo eccitate”.

Quindi se lo sapevano questi signori che vivevano in terre lontane come possiamo ignorarlo noi che viviamo all’ombra del Vesuvio?

Il caffè sarà certamente buono anche freddo, con la crema, con la panna, nocciolato, brasiliano, shakerato o in decine di altre versioni. In qualche caso persino più buono ma di sicuro non sarà l’unico e vero espresso napoletano. Quello senza fronzoli.

Ma anche in questo caso le opzioni possibili sono decine e in un bar nell’ora di punta diventa uno spasso ascoltare i clienti che impazzano nella personalizzazione del loro caffè base.

I bar a Napoli sono più di mille. Per cercare i migliori dieci tra questi servirebbe una ricerca mirata del Censis. Al contrario, concentrando l’attenzione su quelli più famosi una top ten diventa possibile e anche più interessante perché comprende i bar più frequentati dai napoletani e dai turisti.

 

1 – GRAN CAFFÈ CIORFITO

Nel pieno del centro storico di Napoli, a pochi passi da San Gregorio Armeno, la strada dei pastori, è possibile fare tappa al Gran Caffè Ciorfito. Una piacevole sosta anche tornando da Napoli Sotterranea.

Il classico espresso napoletano viene servito in tazza bollente e con una cremina di zucchero premiscelato. La miscela utilizzata è la Toraldo. E per accontentare i gusti di tutti i clienti è anche disponibile una vasta gamma di variazioni sul tema.

Il Brasiliano completo, con un cucchiaino di cioccolato fondente è il più richiesto. Ma vanno forte anche quelli con cioccolato bianco, al latte, alla nocciola e con la panna.

Ideali per una piacevole colazione sono i freschissimi cornetti per tutti i gusti. Uno dei più richiesti è quello al Kinder Bueno. Per l’estate invece c’è il cornetto al limone, con tanto di succosa fettina sulla crema. Da assaggiare anche la Francesina al pistacchio.

Il bar aderisce all’iniziativa del “caffè sospeso” un’antica tradizione poi caduta in disuso ma di recente ripresa sempre più spesso.  In pratica il cliente paga una tazzina in più a beneficio di uno sconosciuto che non può permetterselo.

Indirizzo: via San Biagio dei Librai 90, Napoli.  Pagina Facebook

 

 

2 – CENTRALE DEL CAFFÈ

Anche la centrale del Caffè si trova nel pieno del centro storico,  in via Benedetto Croce, la famosa Spaccanapoli. A poco più di cento metri dal complesso monumentale di Santa Chiara e da piazza del Gesù Nuovo.

Un piccolo bar ben curato e molto caratteristico dotato di posti a sedere e di una piccola pasticceria per la colazione.

Le vetrine molto colorate con bottiglie, scatole di tè e diverse tipologie di caffettiere calamita l’attenzione dei passanti.

Offre la possibilità di acquistare caffè a peso di tre pregiate miscele: Santos, Napoletana e Guatemala confezionati in particolari coffee kit.

Al banco viene servita esclusivamente la miscela Guatemala. Tra i caffè speciali quello al ginseng è tra i più graditi.

Indirizzo: via Benedetto Croce 16, Napoli. Altre sedi a Napoli: Porta di Massa 21/23 e piazza Garibaldi 134.  Sito web

 

 

3 – BAR SALVO

Nonostante sia ubicato in una stradina secondaria, a pochi passi da piazza Vanvitelli, il Bar Salvo non ha problemi di visibilità perché al Vomero è considerato quasi un’istituzione. Si trova in quella sede dal 1955, alla conclusione di una precedente e negativa esperienza societaria iniziata nel 1948.

Gennaro Romano iniziò la sua avventura al Vomero quando questo quartiere era una zona periferica di belle speranze ma ben lontano da quello che conosciamo noi.

Il bar è piccolo, di quelli classici, essenziale, senza posti a sedere e di conseguenza affollatissimo nelle ore di punta.

Il Bar Salvo giunto alla terza generazione, si è conquistato negli anni il suo meritato spazio sia per la bontà del caffè che per i fantastici cornetti alla crema, caldi e friabili, prodotti in proprio. Cornetto questo ritenuto tra i migliori di Napoli, se non il migliore.

Indirizzo: Via Enrico Alvino 73, Napoli.

 

 

4 – CERALDI CAFFÈ

Aperto negli anni Settanta in piazza Garibaldi si è trasferito dopo 15 anni in piazza Carità, perché come ricorda il Valerio Ceraldi: “quel posto sembrava che avesse aspettato me per tutto quel tempo”. E in effetti quel luogo ha tutte le carte in regola per il successo: lungo le strade dello shopping in una delle zone più affollate dai turisti e brulicante di uffici.  Il Ceraldi Caffè dispone anche di una elegante sala interna e tavolini esterni. Per la bontà del suo espresso utilizza una squisita miscela Kimbo Élite. Il Michelino è una delle specialità della casa: caffè con crema di latte di bufala di Mondragone e zucchero di canna. La pasticceria è ricca e ben assortita con prevalenza di babà e sfogliatelle. La cura e la ricerca della qualità hanno portato il Ceraldi Caffè ad essere presente nella guida bar d’Italia del Gambero rosso.

Indirizzo: Piazza Carità 14, Napoli.  Sito web

 

 

5 – BAR MEXICO

Il Bar Mexico, nato nel 1948, più che un caffè a Napoli è un’istituzione. Ieri più di oggi, forse per il proliferare di numerose caffetterie di alto livello, un caffè al “Mexico” era il non plus ultra del piacere in tazzina.

La coda per un caffè al bar Mexico è una costante per cui al fine di evitare trattamenti preferenziali, e aggiungiamo inutili discussioni, alla cassa viene consegnato insieme allo scontrino un biglietto numerato. La miscela Passalacqua utilizzata per la preparazione è notoriamente tra le migliori di Napoli.

Il bar non ha tavolini esterni o sale interne per cui il caffè viene consumato solo al banco. Servito come da tradizione in tazza bollente zuccherato.

Il look dei locali di piazza Dante e piazza Garibaldi è rimasto inalterato negli anni. Arredamento tipico di un classico bar e all’esterno la caratteristica tenda arancione.

In vendita anche nelle varie confezioni per moka contraddistinte dal volto della simpatica bambina pellerossa.

Piazza Dante 86 –  Piazza Garibaldi 72, Napoli  Pagina Facebook

 

 

6 – GRAN CAFFÈ GAMBRINUS

Entrare nel Gran Caffè Gambrinus è come entrare in contatto con oltre un secolo di storia di Napoli. Arredato in stile Liberty e decorato con stucchi, sculture e dipinti dei migliori artisti della scuola napoletana di fine Ottocento.

Una magnificenza che per un attimo potrebbe far dimenticare il vero motivo della “visita”. Ma non succede perché al Gambrinus si va per assaggiare il più famoso caffè della città preparato secondo l’antica ricetta napoletana. E non si rimane delusi ma è possibile gustare anche qualche creativa variante al classico espresso. Tra le chicche il Caffè Nocciola, il Caffè Pistacchio, il Brasiliano, lo Shakerato, il Kinder.

La pasticceria lavorata artigianalmente e di alta qualità e la gelateria raffinata. Il Gran Caffè Gambrinus dispone sia di tavolini esterni che delle meravigliose sale interne.

Negli ultimi decenni la caffetteria è stata visitata praticamente da tutti i presidenti della Repubblica e qualche presidente del Consiglio, tra cui Berlusconi e Ciampi.

Ma in passato queste sale hanno ospitato giganti del calibro di Ernest Hemingway, Oscar Wilde, Jan Paul Sartre, persino la principessa Sissi. Oltre naturalmente a tutti gli artisti e gli intellettuali del panorama napoletano, antico e moderno, da Salvatore Di Giacomo a Benedetto Croce, dalla Serao a Totò e ai De Filippo. Ma un elenco completo richiederebbe un piccolo elenco telefonico.

Indirizzo: via Chiaia 1, Napoli.  Sito web

 

 

7 – AUGUSTUS NAPOLI

L’Augustus è uno dei più antichi bar tra quelli in attività. Nato nel 1927 abbina all’ottima qualità del caffè una pasticceria artigianale di alto livello. Un piccolo locale ma uno straordinario punto di ristorazione. Al suo interno è possibile trovare anche prodotti di gastronomia e formaggi.

Una vera succulenta specialità, assolutamente da assaggiare, sono i maltagliati al rum. Rotolini di cioccolato fondente, farcite con mandorle e nocciole, il tutto bagnato nel rum.

Via Toledo 147, Napoli. Pagina Facebook

 

 

8 – CHALET CIRO

Lo Chalet Ciro ha iniziato la sua lunga storia nel lontano 1952. Ciro Fummo partì con un bar piccolo ma collocato in un angolo meraviglioso come via Caracciolo, con la stupenda vista sul Golfo di Napoli.

Dopo quattro generazioni, oggi quel piccolo bar è cresciuto e adesso è uno dei più belli e affermati chalet di Mergellina, meta di napoletani e turisti.

Il pezzo forte della casa è la graffa fritta ritenuta da molti la migliore della città per l’impasto leggerissimo e la perfetta dolcificazione.

Ma a questa versione base si sono aggiunte due tentazioni a cui è difficile resistere: il Conograffa e il Cono di sfoglia. Il primo è una graffa a forma di cono riempita di gelato, panna, crema e cioccolato o Nutella. Una deliziosa bomba calorica.

L’altro è un cono di pasta sfoglia certamente più leggero perché riempito solo con gelato e panna.

Lo chalet si trova fuori dalla Ztl per cui può essere raggiunto in auto senza problemi. Tranne che nei weekend serali quando per l’enorme affluenza di auto nella zona il traffico crea continui intasamenti.

La struttura è formata da un’area coperta, una sala interna e una esterna chiusa.

Nel 2016 Ciro De Martino per salvaguardare la tranquillità dei suoi clienti ai tavolini esterni adottò un metodo anti-colombi, naturale, efficace e senza alcun danno agli animali invasori. I piccioni erano diventati padroni assoluti di quell’area e ogni metolo per allontanarli era risultato vano. I proprietari si affidarono ad un servizio di falconeria. Una magnifica poiana addestrata, Freesbe, fece la sua comparsa allo chalet e con la sua presenza e l’aspetto poco rassicurante tenne alla larga quegli uccelli ventati troppo hitchcockiani.

Indirizzo: Via Caracciolo.  Sito web

 

 

9 – GRAN CAFFÈ LA CAFFETTIERA

Piazza dei Martiri è considerata il salotto buono della città. Un bar che si trovi in questo luogo non può che essere elegante e raffinato. Proprio come il Gran Caffè La Caffettiera con i suoi ambienti classici e curati in ogni particolare.

La stessa cura dedicata all’aspetto qualitativo dove la caffetteria della famiglia Campajola da quarant’anni riesce a mantenere uno standard superiore alla media.

Una qualità che gli è valsa il riconoscimento, prima in Italia, di Ambasciata del caffè napoletano.

Una “Bibbia del caffè” è disponibile all’interno del locale e può essere consultata dai clienti. Lo scopo è quello di fornire delle informazioni utili ad una scelta più consapevole del caffè da utilizzare. Quindi caratteristiche organolettiche, provenienza e altri particolari per conoscere meglio le differenze tra le varie miscele. Anche la scelta della tazzina per esaltarne aroma e profumo.

La pasticceria del Gran Gaffè, nel rispetto della tradizione napoletana, non trascura la contemporaneità del gusto. Una specialità da assaggiare sono le sfogliatelle mignon ma c’è la possibilità di trovare o farsi preparare ogni tipo di dolce.

Anche l’offerta gastronomica, molto vasta, si basa sulla tradizione partenopea in chiave attuale: si va dal timballo al sartù ai piatti veloci.

Indirizzo: Piazza dei Martiri 26, Napoli.  Sito web

 

 

10 – IL VERO BAR DEL PROFESSORE

Sarà per la posizione strategica che occupa o per la bontà del suo caffè ma nelle ore di massima affluenza bisogna avere un po’ di pazienza per arrivare a sorbire la propria consumazione. Ma il gioco vale la candela.

Il bar in ambiente retrò è relativamente piccolo e non ha sale interne ma in compenso ha dei tavolini esterni in uno spazio chiuso. Da questi tavolini durante la degustazione è possibile ammirare il fascino del teatro San Carlo, del palazzo reale e di piazza Plebiscito.

Oltre al classico espresso napoletano, un cavallo di battaglia del bar è il Nocciolato del Professore, ma sono molto richiesti anche il Kinder, il Black&White e il Croccantino insieme ad una vastissima gamma di circa 60 versioni.

La sfogliatella riccia è il pezzo forte della pasticceria.

Indirizzo: Piazza Trieste e Trento 46, Napoli.  Sito web

 

Vizi e virtù dei bar , dei baristi e del caffè

 

Valutare oggettivamente un caffè non è facile. Tranne che per i veri professionisti del settore definire un caffè eccellente, buono, straordinario, unico o così così dipende solo dal gusto personale.

Sicuramente è più facile riconoscere un caffè quando è una schifezza. Anche a Napoli si possono trovare bar che fanno una bevanda indegna di essere definita caffè.

Ma la grande maggioranza dei baristi napoletani conosce bene il proprio mestiere e il caffè lo fa come Dio comanda.

Forse ci sarebbe più da ridire su quello che è il loro aspetto comunicativo. Molti probabilmente provengono da una scuola dove la scarsa cordialità (per usare un eufemismo) era una materia fondamentale.

A chi non è mai capitato di salutare i baristi dopo la consumazione al banco e avviarsi all’uscita seguiti da un silenzio assoluto?

Sui prezzi applicati dai bar napoletani c’è poco da eccepire. Risultano essere tra i migliori in Italia nel rapporto qualità prezzo. Fatte salve le dovute eccezioni.

 

Guida alla valutazione personale

 

Il più delle volte ci fermiamo nel primo bar che troviamo lungo la strada. Quando aspiriamo a qualcosa di diverso ci affidiamo al parere di qualcuno ritenuto meglio informato.

Però nell’uno e nell’altro caso è importante valutare opportunamente il locale che abbiamo scelto per decidere se ritornarci in futuro.

Gli aspetti fondamentali:

  1. Anche l’occhio vuole la sua parte. La luminosità, l’aspetto, la cura dell’ambiente e la necessaria sensazione di pulizia.
  2. La cortesia del personale alla cassa e al banco o ai tavolini.
  3. La bontà dell’espresso napoletano classico. 
  4. Per chi cerca dei caffè elaborati è importante anche la quantità di versioni disponibili.
  5. Per quanto riguarda la pasticceria: assortimento, conservazione, condizioni igieniche e ovviamente la qualità e la bontà dei dolci.
  6. Il servizio al banco o ai tavolini deve essere professionale e cortese.
  7. Infine un parametro che potrebbe apparire secondario ma non lo è: la disponibilità e la tenuta dei servizi igienici. Sono il vero termometro della pulizia e delle condizioni igieniche di un locale, aldilà di ogni apparenza.

 

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