Le dieci più antiche pizzerie di Napoli

Forno a legna per pizzerie

La pizza a Napoli è cultura e tradizione. Una tradizione trasmessa fino ai giorni nostri dalle più antiche famiglie di pizzaioli napoletani.

Una tradizione ultracentenaria che fa di Napoli, senza ombra di dubbio, e aldilà di statistiche quantitative, la capitale della pizza.

Non per niente l’Unesco ha annoverato l’arte del pizzaiuolo napoletano tra i patrimoni immateriali dell’umanità .

Oltre ottomila pizzerie tra Napoli e provincia possono soddisfare ogni sorta di palato. Centinaia i tipi diversi di pizza sfornati. Dalla classica Margherita alle più estrose e ricercate.

Non è la data di nascita a determinare il livello qualitativo di una pizzeria tuttavia una menzione particolare deve essere riconosciuta a quelle che possono vantare una tradizione antica di cento e più anni.

Vediamo quindi quali sono le più antiche pizzerie di Napoli.

1738 – Antica pizzeria Port’Alba

 

È ritenuta la più antica pizzeria del mondo anche se volendo considerare l’attività in senso stretto, è vero solo in parte. Infatti nel 1738 era una sorta di laboratorio che sfornava pizze per la vendita ambulante.

Diventa pizzeria, nell’accezione che gli diamo noi, solo nel 1830 quando apre al pubblico un locale nel centro storico della città.

Lancia una forma di commercializzazione che diviene poi famosa: la cosiddetta “pizza ad otto” che permetteva di pagare negli otto giorni successivi la pizza consumata.

All’epoca la Mastunicola è la specialità della casa. Letteralmente sarebbe Mastro Nicola ma è molto più probabile che faccia riferimento, per assonanza, ad uno dei suoi ingredienti più importanti: il basilico che in dialetto napoletano è detto vasinicola.

È il “remake” di una pizza già famosa alla fine del XVI secolo condita con basilico, formaggio di pecora, strutto, cicoli e pepe.

Tra i suoi clienti più famosi può annoverare Gabriele D’Annunzio, Salvatore Di Giacomo e Benedetto CroceSito web.

1780 – Pizzeria Brandi

 

La fama della pizzeria Brandi è dovuta alla pizza Margherita. Pietro e basta così è il nome originale di questa pizzeria che deve la sua fortuna all’acume del proprietario Raffaele Esposito che dà ad una pizza tricolore il nome della regina Margherita, moglie del re d’Italia Umberto I di Savoia.

targa pizzeria brandi

Targa storica della pizzeria Brandi, erede della “Pietro e Basta così”.

È il mese di giugno del 1889 e i sovrani hanno scelto per un soggiorno napoletano la Reggia di Capodimonte. Per l’occasione decidono di dare una cena.

Il responsabile dell’organizzazione di questi eventi convoca allora il titolare della pizzeria Pietro e basta così delle cui capacità ha sentito parlare in maniera entusiastica.

Raffaele Esposito per la circostanza prepara tre tipi di pizza al fine di consentire al committente di fare la sua scelta.

La prima è la già citata Mastunicola, l’altra una Marinara, molto semplice, con aglio, olio, pomodoro, origano. La terza, una sua creazione ancora senza nome. Una pizza che riunisce gli ingredienti delle altre due, olio, basilico e pomodoro, con l’aggiunta della mozzarella.

Quest’ultima, secondo la tradizione sarebbe stata proprio quella scelta dalla regina. Per cui il geniale pizzaiolo le dà il nome di Margherita. Un modo per rendere omaggio e, perché no, ingraziarsi la sovrana.

La moglie di Raffaele Esposito è Maria Giovanna Brandi. I coniugi però non hanno figli per cui la pizzeria passa ai nipoti Giovanni e Pasquale Brandi.

La generazione dei Brandi come pizzaioli si interrompe però quando i figli di Pasquale decidono di non lavorare nell’azienda familiare.

Attualmente l’attività continua con il nuovo proprietario Vincenzo Pagnani, ex aiutante di Pasquale Brandi. Sito web.

1833 – Pizzeria Mattozzi a piazza Carità

 

Come tutte le antiche e storiche pizzerie di Napoli, anche la pizzeria Mattozzi ha subito numerose trasformazioni prima di arrivare a quella dei giorni nostri. Infatti nasce come Le stanze di Piazza Carità.

Un locale dove oltre al profumo della pizza si sente quello della cultura: è un punto d’incontro per artisti e letterati dell’epoca.

pizzeria mattozzi

I Mattozzi davanti al loro locale di Via Depretis a Napoli, avviato nel 1911.

L’attività che conserva il nome dei Mattozzi, viene rilevata nel 1959 da Alfredo Surace, ex direttore di sala proprio dei Mattozzi di via Camposisola dal 1930.

Uno dei figli di Alfredo, Lello, insieme ad Antonio Pace fonda nel 1984 l’Associazione Verace Pizza Napoletana allo scopo di tutelare e diffondere la tradizione partenopea della pizza. Impegno che, condiviso con altre associazioni del settore, approda nel 2017, al riconoscimento da parte dell’Unesco dell’arte del pizzaiuolo napoletano come patrimonio immateriale dell’Umanità.  Sito web.

1847 – Pizzeria Capasso a Porta San Gennaro

 

La pizzeria Capasso è situata sotto l’arco di Porta San Gennaro, la più antica di Napoli. La data di nascita accertata è il 1900, come è possibile leggere anche sulle vetrine dei locali. Eppure le origini vengono fatte risalire al 1847. Come si spiega questa contraddizione?

Donna Adele Lieto apre la pizzeria, da cui inizia la storia dei Capasso come pizzaioli, nel 1900 in via Foria . Tuttavia donna Adele discende da un’antica famiglia di pizzaioli che nel 1847 avevano un locale al Vasto per cui si spiega perché la tradizione della pizzeria Capasso viene fatta risalire al 1847.

Inizialmente la pizzeria può contare su meno di una decina di posti. A partire dal secondo dopoguerra inizia ad allargarsi sfruttando anche i locali di famiglia. Oggi divenuta ristorante pizzeria può contare su oltre 150 posti di cui un terzo all’esterno. Sito web.

1870 – Antica pizzeria da Michele

 

Il maestro pizzaiolo Michele Condurro è stato il capostipite di una famiglia che dal 1870 ha fatto della pizza napoletana il proprio orgoglio e la propria filosofia di vita, tramandandosi di generazione in generazione i segreti del mestiere.

Michele apre la prima pizzeria nello stabile che attualmente ospita l’ospedale Ascalesi. E vi resta fino al 1930 quando la struttura viene adibita a nosocomio.

Costretto quindi per cause di forza maggiore a lasciare la vecchia sede si trasferisce in via Cesare Sersale, dove attualmente la pizzeria, che secondo alcuni merita la definizione di “tempio sacro della pizza”, prosegue la propria attività. Sito web.

1892 – Pizzeria Lombardi

 

La storia della famiglia Lombardi come pizzaioli inizia nel 1892 in vico Limoncelli dove il capostipite Errico frigge le sue pizze con cicoli e ricotta.

pizzeria lombardi

Pizzeria Lombardi

È solo un basso però la determinazione imprenditoriale del Lombardi fa crescere lentamente ma in maniera esponenziale l’attività. Infatti, nel 1902 Errico Lombardi, avendo iniziato a lavorare sulle navi dirette in America, coglie l’occasione per portare la sua pizza anche nel nuovo mondo.

Idea brillante che trova ampio consenso tra gli avventori americani. Ma probabilmente anche lui subisce il fascino degli States e decide di restarvi per il resto della vita.  

Benedetto Croce è un grande estimatore delle pizze di Lombardi oltre che suo amico. Un’amicizia che spinge il filosofo a farsi da tramite per fargli ottenere gli storici locali adiacenti alla chiesa di Santa Chiara dove la pizzeria svolge la propria attività fino alla Seconda Guerra Mondiale. Vale a dire fino a quando un bombardamento ne distrugge i locali. Attualmente la pizzeria si trova in via Foria. Sito web.

1901 – Pizzeria Starita

 

In origine è una cantina avviata da Alfonso Starita. Negli anni Quaranta il figlio Giuseppe la trasforma in una trattoria, dove vengono serviti piatti tipici della tradizione culinaria napoletana. Ma è anche pizzeria, friggitoria e locale di degustazione di vini.

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Sophia Loren e Giacomo Furia nell’episodio del film “L’oro di Napoli” Pizze a credito

Oggi Starita, che si trova in via Materdei, è a buon diritto una delle contendenti al titolo di migliore pizzeria di Napoli.

Nella storia degli Starita entra anche il film, diretto da Vittorio De Sica, l’Oro di Napoli, nell’episodio dove una prosperosa Sophia Loren fa la moglie adultera di un pizzaiolo.

Erroneamente si ritiene che le scene siano girate fuori la pizzeria Starita. Ma non è esatto. È vero invece che la pizzeria Starita fornisce attrezzature, manodopera e consulenza.

Il locale al contrario fu ricavato da un piccolo basso che si trova a circa duecento metri dalla pizzeria e a pochi passi dall’attuale stazione della Metropolitana di Materdei. Sito web

1916 – Pizzeria Gorizia

 

Sono i giorni successivi all’ingresso degli Italiani a Gorizia dopo una dura battaglia e un bagno di sangue. Una vittoria, comunque, importante anche per il morale della nazione sconvolta dagli orrori della Grande Guerra

pizzeria gorizia

Pizzeria Gorizia 1916

Nello stesso anno, è il 1916, don Salvatore Grasso apre la sua pizzeria e, forse per spirito patriottico, le dà il nome della città che ricorda una vittoria che ha suscitato l’orgoglio nazionale: Gorizia.

È l’unica antica pizzeria nata lontano dal centro storico di Napoli. Infatti apre nel vecchio quartiere del Vomero. Una buona intuizione. Infatti il posto si rivela particolarmente vivace anche sotto l’aspetto umano. Il locale diventa luogo di incontro e di aggregazione per manifestazioni e avvenimenti di varia natura.

Un successo che rende gli spazi a disposizione insufficienti per gestire l’attività dell’azienda per cui, nel 1932, il figlio del fondatore, pur rimanendo nel quartiere, decide di traferire la pizzeria nella sede che occupa attualmente, in via Bernini 29. Sito web.

1916 – Pizzeria Umberto

 

Anche la pizzeria Umberto nasce nel pieno della Grande Guerra. Solo una piccola pizzeria in origine nata dall’iniziativa dei coniugi Ermelinda e Umberto Di Porzio. La trattoria Don Umberto apre i battenti in via Alabardieri a pochi passi da piazza dei Martiri.

Cucina tipica napoletana con vino e prodotti provenienti dal piccolo podere che la famiglia possiede sulla collina di Posillipo.

Il 1926 è l’anno di svolta. L’oculata politica commerciale e la soddisfazione della clientela comincia a dare i suoi frutti. Sono maturi i tempi per dare nuovo impulso all’iniziativa originale. Il locale si trasforma quindi in ristorante pizzeria.

Oggi l’attività si è molto trasformata rispetto alle caratteristiche originali mantenute a lungo negli anni. Il carattere familiare ha lasciato il posto ad un ambiente raffinato più adatto ad una clientela business. Il locale è passato da 40 a 140 posti con wi-fi, angolo bar, reception e cucina a vista. Sito web.

1923 – Trianon da Ciro

 

Furono i coniugi Leone ad aprire nel 1923 la pizzeria adiacente al teatro Trianon da cui presero anche il nome. Il quel periodo il teatro Trianon attraversava una fase di grande fulgore. Ospitava i migliori artisti dell’epoca. Personaggi del calibro di Totò, Macario e Nino Taranto che insieme a tantissimi altri attori divennero clienti ed estimatori della pizza di don Ciro Leone.

Questo particolare tipo di clientela la rese famosa anche come “pizzeria degli artisti”.

Tra le sue pizze più famose quella definita “a ruota di carretto” per le sue enormi dimensioni. Una pizza che secondo alcune riviste gastronomiche internazionali sarebbe “the best in the world”, la migliore del mondo. Sito web.

Tuttavia senza nulla togliere a questa pizza e ai suoi entusiastici sostenitori, sicuramente non è questa la migliore al mondo come non c’è nessun’altra che possa aspirare al primato assoluto. Ce ne sono troppe che per la loro unicità meritano il primo posto ex aequo con le altre concorrenti.

Senza contare che di pizzerie e pizzaioli di eccellenza a Napoli e provincia ce ne sono in gran numero per cui può capitare che la pizzeria vicino casa faccia, secondo il proprio gusto, una pizza che non nulla da invidiare a quelle “griffate”.

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